Galateo regole a tavola, tutto il bon ton da non dimenticare

Come apparecchiare, cosa non dire, come brindare
Quali sono le regole del galateo a tavola? Per quanto tutto questo possa sembrare un po’ fuori tempo massimo, le buone maniere esistono ancora. Possono aiutarci a stare tra le persone in modo civile, per quello esistono. Ci aiutano a stare in società, a dare una buona impressione di noi, in una cena di gala, all’estero, in ogni occasione con altri, specie se formale, ma, non dimentichiamolo mai, anche nella routine di tutti i giorni. E’ meglio allora fare un ripasso, un inciampo può cambiare spesso il corso degli eventi.
Anche se va detto la mise en place con il tempo, è diventata un po’ meno complessa: tavolate sovraccariche di oggetti non vanno più di moda, si apprezza molto di più una tavola preparata con cura ma minimale.
Ecco, in quelle occasioni un adeguato comportamento a tavola non è solo una questione di buona educazione, il Galateo ci viene in aiuto. Il bon ton prevede infatti precise regole da rispettare. Possono esser applicate con minor rigore in base al tipo di commensali presenti – ad esempio se ci sono bambini – ma in ogni caso ci sono alcuni dettami più elementari che non è possibile non seguire.
Gli errori più comuni: quante volte vi sarà capitato sentir dire ‘Buon appetito’ pensando sia una regola di cortesia. Nulla di più sbagliato. Per gli aristocratici, che di bon ton se ne intendono, la tavola era un’occasione di conversazione, il cibo unicamente un modo per renderla più piacevole. Quindi un macroscopico errore. Basta un sorriso.
Come si sta seduti a tavola? Postura: bisogna stare sempre con la schiena dritta senza mai appoggiare i gomiti sul tavolo. Le braccia vanno lungo i fianchi e solo le mani sul tovagliato. Non allungarle sotto al tavolo, si potrebbe incorrere nel rischio inoltre di urtare quelle di chi vi siede di fronte o affianco, anche con spiacevoli equivoci.
Tovagliolo, dovrebbero saperlo oggi anche i bambini dagli 8 anni in su: va tenuto sulle ginocchia e portato alla bocca quando se ne avverte il bisogno. Mai legarlo intorno al collo neanche dei più piccini, per i bebè esistono i bavaglini.
Altra regola ferrea: prima di cominciare a mangiare è obbligatorio attendere che tutti gli ospiti siano serviti e che i padroni di casa comincino il proprio pasto. Mai toccare gli alimenti con le mani, tranne per il pane e i grissini, che vanno comunque prima spezzati e poi portati alla bocca.
Dopo aver spezzato il pane, bisogna poggiarlo sul piccolo piattino avanti a voi, sulla sinistra. Non parlare al telefono o inviare messaggi mentre si sta a tavola con altre persone. E questa a molti sembrerà ormai la regola più difficile da rispettare.
Cose vietate!!!! Non fare mai la scarpetta, non soffiare nel piatto per raffreddare il cibo a costo di beccarsi un’ustione di terzo grado. Non far sentire il rumore del masticamento ! Nel caso in cui si sta per terminare una minestra, sollevare il piatto verso il centro tavola per raccogliere il brodo con le ultime cucchiaiate.
Il coltello non va mai portato alla bocca ma usato solo per tagliare. La forchetta si tiene con la mano destra, tra il pollice e l’indice, mentre quando si effettua il taglio va tenuta con quella sinistra.
 Se non si desidera mangiare altro, al termine di ogni portata, forchetta e coltello vanno posati parallelamente sul piatto. Se si sta ancora mangiando, posizionarli con le punte a contatto e manici leggermente divaricati. Se la distanza per raggiungere una pietanza sulla tavola è eccessiva, non allungarsi troppo o alzarsi, ma chiedere a un vicino la cortesia di passare quel piatto. Si sta mangiando un cibo che deve esser tagliato? Bisogna farlo a mano a mano che lo si mangia e non tutto in una volta per poi mangiarlo comodamente (non siete bambini cui la mamma ha tagliato tutta la bistecchina per intederci). Se si ha il bicchiere vuoto per il vino o per l’acqua, prima di servirsi da soli è opportuno versarlo anche agli altri vicini.
Brindisi: Il brindisi va fatto sollevando il bicchiere all’altezza del proprio viso e stendendo il braccio nella direzione del festeggiato. Mai dire cin cin o, peggio, salute. Per rifiutare una bevanda basta fare un leggero cenno con la mano alla persona che ve la sta offrendo, senza troppe scuse o gesti plateali.

Come apparecchiare la tavola, ecco le regole
Secondo il galateo le posate vanno posizionate a lato del piatto: sulla sinistra le forchette, disposte in ordine di utilizzo, dall’esterno verso l’interno; alla destra i coltelli con lama rivolta verso l’interno e, a concludere, più esterno il cucchiaio. Durante i banchetti formali, inoltre, dovrebbe essere previsto un piattino da pane da posizionare sul lato sinistro del piatto di portata, su cui adagiare i bocconi di pane spezzato.

Tovaglia e tovaglioli. Sceglili dello stesso colore.
Posate. Se avete un servizio d’argento, usatelo non si rovina. Calcolare una forchetta per ogni portata. Se l’antipasto è di pesce, mettette l’apposita forchettina nella prima posizione a sinistra; la palettina da pesce è sempre esterna al coltello normale. Aggiungi il cucchiaio da minestra se nel menu c’è la zuppa. Le posate per il dolce o l’eventuale sorbetto vanno disposte sopra al piatto.
Piatti. Sistemate già il piattino per l’antipasto sul piatto piano e poi porta in tavola la fondina già riempita con la minestra. Per servire la pastasciutta e il risotto, si dovrebbero usare i piatti piani, ma se non ne hai abbastanza dello stesso servizio utilizza pure le fondine.
Bicchieri. Quelli a calice i più eleganti. Uno grande per l’acqua e 2 per il vino, medio per il rosso e piccolo per il bianco. Piattino per il pane. In alto a sinistra.
Si sa, noi italiani siamo dei ritardatari cronici. Ma la puntualità è una regola importante se si è invitati ad un evento ufficiale: quindi se non volete essere scortesi, partite per tempo e presentatevi in orario. Far aspettare gli altri è segnale di grande maleducazione.

I 10 popoli che rubano di più in hotel: italiani “solo” ottavi

Il sito Hotels.com ha pubblicato la classifica delle 10 nazionalità che commettono più furti in hotel. Argentini al top tra i cleptomani delle stanze d’albergo. E gli italiani? “Solo” ottavi.

Come comportarsi

Libri, tende, soprammobili ma anche posate, lampadine o asciugamani. A volte gli oggetti collocati in una camera d’albergo scatenano irrefrenabili impulsi da cleptomane. I furti in hotel sono un’eventualità piuttosto frequente. A questo proposito, un’indagine condotta da Hotels.com ha individuato le nazionalità più inclini a rubare oggetti in albergo. Il sondaggio globale ha coinvolto 5.000 viaggiatori con risultati sorprendenti. Il 73% degli argentini intervistati ha ammesso di sottrarre oggetti dalle camere d’hotel, piazzandosi in vetta alla top ten. Gli italiani, invece, sono “solo” ottavi, preceduti da Singapore, Spagna, Germania, Irlanda, Russia e Messico. I colombiani, secondo l’indagine, sarebbero i meno propensi al furto in albergo, seguiti da Norvegia, Corea del Sud, Hong Kong e Danimarca. I prodotti per il bagno, come shampoo e bagnoschiuma, non sono stati inclusi, in quanto solitamente offerti dallo stesso hotel: quindi non si tratta di un vero e proprio furto.
Gli oggetti rubati variano a seconda della nazionalità. Ad esempio gli inglesi, che non figurano nella top-10, ammettono comunque di portare con sé cancelleria e pantofole. Tra i furti più strani figurano pianoforti, televisori, il numero attaccato sulla porta della camera, tende, busti, fiori, armi e quadri famosi tra cui un Andy Warhol da 300.000 dollari. Alcuni ospiti sono addirittura riusciti a trafugare un camino e perfino il cane del proprietario dell’hotel. Almeno in certi paesi, però, i ladri non pensino di farla franca. In Giappone una giovane coppia è stata arrestata per aver rubato due accappatoi e un posacenere, mentre in Nigeria una donna è stata condannata a tre mesi di carcere per aver sottratto due asciugamani. Comunque, nella stragrande maggioranza dei casi non si finisce dietro le sbarre, ma nella lista nera dell’hotel. A piangere sarà la carta di credito, che riceverà un addebito salatissimo. Top ten delle nazionalità che rubano di più in hotel: Argentina (73%) Singapore (71%) Spagna (70%) Germania (68%) Irlanda (67%) Russia (59%) Messico (59%) Italia (57%) Giappone (56%) Stati Uniti (53%).
continua su: https://travel.fanpage.it/i-10-popoli-che-rubano-di-piu-in-hotel-italiani-solo-ottavi/

 

Ladri per caso. Cosa di può portare via da un hotel?

Un libro e una classifica inglese indagano sulla cleptomania alberghiera: il gusto di rubare oggetti in camere e suite. Oltre ai più scontati accappatoi e asciugamani ci sono sorprese come le tende (amate soprattutto dagli anglosassoni) e lampadine (universali).
La cleptomania alberghiera. E’ una delle malattie più diffuse del pianeta. Colpisce i viaggiatori di tutto il mondo che ne sono contagiati appena varcano la soglia di camere e suite. E’ la cleptomania alberghiera. Un istinto primordiale che trasforma cittadini al di sopra di ogni sospetto in seguaci di Arsenio Lupin. Rimedi? Nessuno. La patologia sembra incurabile. Lo sanno perfettamente, tanto per citarne uno, i gestori dell’hotel Ritz che ogni anno piangono la perdita di più di sei mila posacenere. Ma soprattutto la racconta Jacob Tomsky, per anni alla reception di molti alberghi tra New Orleans e New York, e ora autore del libro di memorie «Heads in Bed». Partendo dal presupposto che anche i più insospettabili ne sono colpiti, quasi che il fatto di aver pagato una camera autorizzi ad impossessarsi del suo contenuto, il giornale inglese The Telegraph ha stilato una classifica degli oggetti più rubati al mondo. Non solo. Si interroga su ciò che rientra nel lecito (una sorta di ricordo della casa)  o nell’ illecito.

La classifica. Se accappatoi e asciugamani sono in cima alla classifica, portarsi a casa un morbido telo di spugna può essere considerato un gentile omaggio della casa? Considerando l’impegno per difenderli da parte dei proprietari, dai microchip ai cartelli che ne precisano chiaramente il prezzo di vendita, sembra proprio di no. I secondi in classifica sono batterie e lampadine. La domanda è perché mai, chi si può permettere almeno una notte in albergo, sente un irrefrenabile impulso verso oggetti che costano pochi centesimi? Mistero. Cibo e bevande conquistano il terzo posto. Per sfuggire all’addetto al controllo del mini bar (temutissimo) lo stratagemma più diffuso e bere voracemente acqua e alcolici e riempire la bottiglia con acqua corrente. Ma attenzione: esistono infatti dei nuovi minibar con sensori incorporati che registrano ogni movimento e cambiamento di peso. Conseguenze? Sicuramente una brutta figura: se la bottiglia o le patatine non sono ricollocate al loro posto, in dieci secondi, il cliente dovrà comunque pagarli.

Altrettanto ambiti sono posate e cornici, in quarta e quinta posizione. Se non sono particolarmente ingombranti s’inseriscono, al sesto posto, le opere artistiche. Se portarsi a casa una statua o un affresco è realisticamente impossibile, la tentazione verso il piccolo quadro sembrerebbe irresistibile. In Gran Bretagna le più amate sono le tende: il 27% degli inglesi ha ammesso che, almeno una volta nella vita, ne ha staccata una e l’ha trasferita in valigia. Impossibile resistere anche al fascino del bollitore, ottavo in classifica. In coda ci sono libri di generica lettura (sempre più spesso lasciati dagli albergatori nelle camere pe creare una piacevole atmosfera casalinga) e ultima la Bibbia, indipendentemente dalla religione professata.  Non mancano poi, tra gli oggetti di cui è denunciata la scomparsa da parte degli increduli direttori, tappetini del bagno, una testa di cinghiale, phon e ferri da stiro. Quali sono i turisti più onesti? Sembrerebbero i danesi, visto che l’88% ha detto di non aver mai rubato nulla. Dopo di loro gli olandesi e i norvegesi, encomiabili nell’ l’85% e l’84% dei casi. Tra quei viaggiatori che hanno invece riconosciuto di essersi portati via un “ricordo” durante il soggiorno in hotel, ci sono il 62% dei francesi, il 69% dei britannici, il 76% dei portoghesi, l’81% degli spagnoli e il 79% degli italiani.

La cura. Non c’è cura ma un rimedio: il Five, hotel superlusso di Cannes, permette di comprare tutto ciò che c’è in albergo. Biancheria, arredi, letti. Basta sapere che si possono facilmente raggiungere cifre vertiginose.

TRUCCO PER INSERIRE PIUMINO NEL COPRIPIUMINO

Welcome ti invita a guardare in anteprima i più innovativi progetti per stanze di Hotel che saranno presentati al SIA GUEST di Rimini, ad ottobre. Scorri i progetti…

PROGETTO “CALEIDOROOMS”,

progettista: Daaa Haus

PROGETTO “SOTTOBOSCO”,

progettista: Giampaolo Venier

PROGETTO “LO STRAPPO”,

progettista: Nisi Magnoni

PROGETTO “CAMERA INFINITA”,

progettista: Rizoma Architetture